Nel 2009 ho avuto la fortuna (o forse la sfortuna) di trovare un oggetto che adesso, sul mercato nero dei collezionisti più "hard", oscilla tra i 300 e gli 800 dollari.
Si è capito già dal titolo di cosa sto parlando.
Se pensate che il culto della Madonna sia una prerogativa prettamente mediterranea o latina, siete decisamente fuori strada. Il Giappone ha un rapporto lungo, complicato e a tratti decisamente bizzarro con le "Madonne". Oggi ne scopriamo tre: quella mistica, quella pop e quella decisamente punk-anarchica.
L'avevo tenuto nella cartella "post da pubblicare" rinominata "Akihiro Miwa", ma ho sempre rimandato perché la sua vita era così incredibilmente lunga e piena di storie pazzesche che ci voleva un sacco di tempo anche solo per leggere e approfondire tutta la sua biografia. Poi oggi è arrivata la brutta notizia della sua scomparsa.
Se in questi giorni passeggiate nei pressi di Via Procaccini a Milano e, all’improvviso, vi sembra di sentire un po’ di fresco insolito nel bel mezzo della calura estiva, sappiate che non è un miraggio. Nella spettacolare cornice della Cattedrale alla Fabbrica del Vapore è appena sbarcata una mostra che definire “esposizione d’arte” sarebbe riduttivo....
Non è soltanto la mia lettura assidua di Jorge Semprún (scrittore e politico spagnolo che nei suoi romanzi usava il "tu" per sdoppiare se stesso e raccontare i traumi della memoria) che mi ha portato a usare, fin dall’inizio, questo “tu” romanzesco. È piuttosto il desiderio istintivo di stabilire una distanza tra colui che ha scattato queste fotografie in Giappone
L’Era Showa (1926-1989) è stata un viaggio sulle montagne russe. È l'era più folle, amata, traumatica e contraddittoria della storia giapponese moderna. In 63 anni il Paese ha visto di tutto: è passato dal baratro della Seconda Guerra Mondiale alla ricchezza sfrenata della bolla economica degli anni '80, passando per lo shock collettivo di scoprire che l’Imperatore non era il discendente divino della dea del sole Amaterasu
Prima delle Gothic Lolita, delle cantanti Kawaii, prima dei social, prima dei selfie e prima del cosplay di massa, esisteva una "tribù" che ha trasformato il cemento di Tokyo in una pista da ballo psichedelica: i Takenoko-zoku (竹の子族), letteralmente la "Tribù dei Germogli di Bambù".
Oggi entriamo in un mondo fatto di luci stroboscopiche, ritmi martellanti e mani che si muovono all’unisono: parliamo della Para Para e di quello strano legame che unisce le discoteche di Tokyo ai produttori musicali italiani.
Siamo onesti: oggi il Giappone lo consumiamo a colpi di reels da 15 secondi. Vediamo i neon di Shibuya, i cervi di Nara, l’estetica pulita dei templi di Kyoto.
Ma quanto di quello che vediamo è vero e quanto è solo un riflesso filtrato dai nostri schermi?
Nicola Ghiringhelli Forlani, con la sua nuova Ghiringhelli Art Gallery, ha deciso di
Dimenticate l’idea della galleria d’arte chiusa sempre tra le stesse quattro mura. La Ghiringhelli Art Gallery è una vera e propria piattaforma nomade dedicata all’arte contemporanea.
Cosa significa?